venerdi 20/05/2011 ore 21.00 sulla costa ionica, Mandatoriccio (CS) un borgo incantevole! sabato 21/05/2011 ore 21.00, si ritorna in montagna nella sede del Parco Nazionale del Pollino, Rotonda (Pz)
Nel rispetto della tradizione più sana e genuina i Miromagnum parteciperanno:
oggi ultima domenica di carnevale alla festa della città di Rotonda, sede del Parco Nazionale del Pollino
domani lunedì grasso ad un antico rito che si svolge nella città delle terme di Cassano allo Ionio denominato la "giostra del maiale".
A prima vista questa celebrazione potrà sembrare, arcaica, violenta, incocepibile ai giorni nostri, al pari della corrida dei tori. Nel rispetto di questa valutazione, ci piace illustrare lo spirito con cui nasce il rito "curri, curri u porcu".
Il rito nasce nel medio evo e veniva celebrato l'ultimo lunedì di carnevale, a quei tempi, epoca dei vassalli e servi il carnevale era uno dei pochi momenti in cui si realizzava "a livella". Inoltre il maiale simbolo del carnevale rappesentava contemporaneamente due facce della stessa medaglia: ricchezza-potere, espressa con forza a tracotanza in ogni luogo dai signorotti del borgo.
Il maiale era una delle poche ricchezze a cui poter ambire, specie nei tempi passati. Vero è che ancora oggi le nostre genti evocano questo detto: "n'ortu, nu porcu e na chirica rasa, ti inghj na casa" (un orto, il maiale e un prelato sono fonte di ricchezza per chi li ha in casa".
Il lusso del maiale, era un lusso di pochi, appunto delle classi nobili. I nobili in questo occasione e solo in questa occasione mettevano a disposizione un maiale (già precedentemente ucciso) e chi dei cavalieri riusciva a tagliarne la testa con un sol colpo ne sarebbe diventanto proprietario. Insomma un sorta di piccolo "win for life" del medioevo!
Forse dopo aver letto il senso simbolico esistente al rito, il lettore sarà più clemente nel giudicare l'evento! Chissà se fra qualche migliaio di anni, osservando i nostri comportamenti (di oggi) il lettore non si ponga la stessa domanda?
Vi riporto la descrizione ufficiale riprtata sul sito del comune di cassano allo ionio:
Tempi addietro, nel periodo di carnevale, la nostra popolazione era attratta da uno spettacolo, che oggi potrebbe sembrare barbaro ed incivile, "u curru u purcu",cioè “la giostra del maiale”.
Alla fine del corso principale della città veniva sistemata una lunga fune, in modo trasversale, alla quale veniva appeso un maiale( già ucciso) con il capo ingiù.. I concorrenti, mulattieri e contadini , cavalcando muli e cavalli, si lanciavano in corsa e cominciavano a colpire la testa del maiale fino a farla cadere. Veniva dichiarato vincitore colui che, con un colpo netto e finale, faceva cadere la testa del maiale per terra. Il trionfatore, come segno tangibile di vittoria, poneva tra i denti un pezzo di orecchio del maiale e girava, accompagnato da altre persone, per tutto il paese. La tradizione era stata interrotta, ma da qualche anno questa manifestazione viene riproposta alla cittadinanza di Cassano
In contrada San Lorenzo viene celebrata la messa in onore dei Santi Pietro e Paolo, seguita da una processione che si snoda per l'intera contrada. la serata continua con gli amici del Gruppo Fokloristico Miromagnum di Mormanno tra balli e degustazioni di gustosi cibi cucinati nei tradizionali banchetti e il consueto spettacolo di fuochi pirotecnici.
I vincitori, dell'ultima edizione del premio Internazionale il "Faro" sono due veri e propri simboli della lotta alla criminalità organizzata: il Colonnello dell’Arma dei Carabinieri Valerio Giardina e il Commissario della Stazione Unica Appaltante della Regione Calabria Dott. Salvatore Boemi. Il premio solitamente destinato a un solo personaggio porta un’altra novità: le nominations sono state raccolte durante l’anno nel portale dei Miromagnum www.miromagnum.it e viste le numerose preferenze acquisite dai due, si è preferito procedere ad una consegna ex-equo.
Spero che questo servizio offerto dal gruppo Miromagnum possa essere volano di promozione socio-economico culturale.
Vedete, la Calabria ha tanti primati negativi e ne siamo tutti consapevoli.
Il nostro compito è quello di riscoprire e promuovere la storia della nostra terra affinchè l'orgoglio di appartenere ad essa possa essere una "leva" verso il futuro.
E' uno dei tanti messaggi che portiamo in giro per il mondo perchè questa è la Calabria che vogliamo! E' indispensabile operare su elementi della nostra cultura affinchè questi mali oscuri possano essere non dico depennati...almeno intaccati!
Enzo Biagi, in Quello che non si poteva dire (2006), descrive i calabresi in una sola parola: "favorite...".
Questo è Il nostro DNA, di questo siamo ambasciatori nel mondo perchè , per chi come noi ama il folklore e l'ospitalità, la diversità è sinomino di ricchezza...
"Lo sorici dissi alla nuci, dami tempu ca ti pirtusu"!