Nel rispetto della tradizione più sana e genuina i Miromagnum parteciperanno:
- oggi ultima domenica di carnevale alla festa della città di Rotonda, sede del Parco Nazionale del Pollino
- domani lunedì grasso ad un antico rito che si svolge nella città delle terme di Cassano allo Ionio denominato la "giostra del maiale".

A prima vista questa celebrazione potrà sembrare, arcaica, violenta, incocepibile ai giorni nostri, al pari della corrida dei tori. Nel rispetto di questa valutazione, ci piace illustrare lo spirito con cui nasce il rito "curri, curri u porcu".
Il rito nasce nel medio evo e veniva celebrato l'ultimo lunedì di carnevale, a quei tempi, epoca dei vassalli e servi il carnevale era uno dei pochi momenti in cui si realizzava "a livella". Inoltre il maiale simbolo del carnevale rappesentava contemporaneamente due facce della stessa medaglia: ricchezza-potere, espressa con forza a tracotanza in ogni luogo dai signorotti del borgo.
Il maiale era una delle poche ricchezze a cui poter ambire, specie nei tempi passati. Vero è che ancora oggi le nostre genti evocano questo detto: "n'ortu, nu porcu e na chirica rasa, ti inghj na casa" (un orto, il maiale e un prelato sono fonte di ricchezza per chi li ha in casa".
Il lusso del maiale, era un lusso di pochi, appunto delle classi nobili. I nobili in questo occasione e solo in questa occasione mettevano a disposizione un maiale (già precedentemente ucciso) e chi dei cavalieri riusciva a tagliarne la testa con un sol colpo ne sarebbe diventanto proprietario. Insomma un sorta di piccolo "win for life" del medioevo!
Forse dopo aver letto il senso simbolico esistente al rito, il lettore sarà più clemente nel giudicare l'evento! Chissà se fra qualche migliaio di anni, osservando i nostri comportamenti (di oggi) il lettore non si ponga la stessa domanda?
Vi riporto la descrizione ufficiale riprtata sul sito del comune di cassano allo ionio:
Tempi addietro, nel periodo di carnevale, la nostra popolazione era attratta da uno spettacolo, che oggi potrebbe sembrare barbaro ed incivile, "u curru u purcu",cioè “la giostra del maiale”.
Alla fine del corso principale della città veniva sistemata una lunga fune, in modo trasversale, alla quale veniva appeso un maiale( già ucciso) con il capo ingiù.. I concorrenti, mulattieri e contadini , cavalcando muli e cavalli, si lanciavano in corsa e cominciavano a colpire la testa del maiale fino a farla cadere. Veniva dichiarato vincitore colui che, con un colpo netto e finale, faceva cadere la testa del maiale per terra. Il trionfatore, come segno tangibile di vittoria, poneva tra i denti un pezzo di orecchio del maiale e girava, accompagnato da altre persone, per tutto il paese. La tradizione era stata interrotta, ma da qualche anno questa manifestazione viene riproposta alla cittadinanza di Cassano
vi aspettiamo!