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lunedì 25 luglio 2011

Anche in Brasile, il "Ballo della fagona"!

Sabato scorso abbiamo ricevuto dall'amica Luzia Helena Casali de Moraes, il seguente video:

















La danza che hanno voluto eseguire è il "ballo della fagona", ballo storico della nostra formazione, per i Miromagnum un ulteriore momento di vanto e di orgoglio. Il ballo è stato eseguito dagli amici del Grupo de Dança Folclórica Italiana Tarantolato, capitanati dall'amica Luiza Helena nella città di Belo Horizonte (Brasile), in occasione dell'evento celebrativo della nascita di questa città. Belo Horizonte con i suoi 2.438.526 abitanti, è una città del Brasile sud-orientale, capitale dello stato di Minas Gerais dal 1897, anno in cui venne ultimata la sua costruzione, su progetto dell'ingegnere Aarão Reis. Circa 30% dei cittadini di Belo Horizonte sono oriundi italiani.

Il gruppo de Dança Folclórica Italiana Tarantolato nasce nel 2000, in occasione della giornata celebrativa per la città di Juiz de Fora, che ha festeggiato da poco i suoi 150 anni di storia.

Attraverso Funalfa, organo del comune locale, studenti, insegnanti e amici della cultura italiana hanno dato vita al gruppo.



Dimostrazione, di come le distanze siano insignificanti e di come i Miromagnum attraverso i lavori svolti in questi 31 anni, con l'ausilio delle nuove tecnologie siano sempre avanti. Sembra un'autoproclamazione, così non è, sono i fatti che confermano questa tesi!



Infine e non per ultimo in vetrina le foto di Bitburg












lunedì 11 luglio 2011

12 Luglio 2011, il Gran Galà dei Miromagnum

12 Luglio 2012, il Gran Galà dei Miromagnum

La mattina è iniziata per i Miromagnum all’alba, ore 8,30 tutti in cortile. Oggi è una mattinata di riposo, l’organizzazione del Festival ci ha consegnato una serie di buoni accesso alle “Cascade”. Cascade è un complesso sportivo con piscine, saune, area massaggi, degno di nota in tutta la regione dell’Eifel. Ci saremo aspettati un’adesione di massa, con grande stupore quasi tutti i componenti hanno deciso di affrontare la mattina, facendo un po di turismo culturale.

Abbiamo iniziato con la visita della città, la prima cosa che salta agli occhi è l’assenza assoluta di saracinesche, ognuno di noi si è posto la domanda “ma le saracinesche dei negozi che fine hanno fatto?” Una domanda difficile da rispondere. Passeggiando ci siamo recati nuovamente da Roberta, con estremo piacere possiamo dire che abbiamo assaggiato un gelato subliminale, per non parlare di caffe e cappuccino!

Sono fatte le 11, decidiamo di far ritorno alla piazza del Municipio, sul nostro cammino ci imbattiamo in una classe dell’asilo in visita al festival. Circa 30 bambini di ogni razza bellissimi. Gli occhi di quei bambini, la loro felicità nel vedere i gruppi esibirsi non aveva prezzo.


Con Gianluca, si commentava la grandezza di questa nazione, di come solo 70 anni fa una cosa del genere era del tutto impensabile! La Germania è una nazione da prendere come modello, dagli errori del passato ha fatto tesoro, con il suo agire si è rialzata e oggi è asse portante dell’europa nel mondo. Con quasi 86 milioni di abitanti, giornalmente da prova di come è possibile costruire un mondo migliore. Lo fa anche con questo festival!!!!


E’ giunta l’ora della pappa, di comune accordo si decide di assaggiare una specialità tedesca lo si fa nel ristorante Muller, forse il più caratteristico di Bitburg. Abbiamo provato:
• Saftschinken
• Gegrillter FleischKeiso
• Grillbreitwurst
• Grebe Mettwurst
• Sauerkraut Pitrec

Delizie del palato con filetto di manzo, leggero purè di crauti e tanto altro ancora accompagnato dalla regina di Bitburg, la birra! Dopo il pranzo, ,luculliano, ci siamo tutti riprovati davanti alla famosissima Bitburg Pils, sede centrale della fabbrica della birra.

Per l’ennesima volta, Delfino ha dimostrato di conoscere tutti, che ogni desiderio è da esaudire specie se si tratta di un gruppo italiano. Verò è che, pur non essendo stato pianificata nessuna nostra visita presso la fabbrica, con il suo solo modo di fare è riuscito a farci inserire nei gruppi del tour giornaliero. L’appuntamento era alle 12,45, nell’attesa si consumava una Bitburg Premium – Quality.
Tra una bevuta e l’altra, ci siam sentiti chiamare e da una delle finestre della fabbrica è spuntato una bandiera con il tricolore. E’ Rita una tedesca che ha sposato un Calabrese di Reggio Calabria, che ama l’Italia e la sua storia. Un motivo in piu per raccontare come alcune volte sono più i pregiudizi che ci dividono che le effettive differenze.







La visita, è stata molto istruttiva, ci ha spiegato come nasce Bitburg Beer, azienda leader nel produzione della Birra in Germania, con i suoi 226 anni di storia oggi esporta in tutto il mondo con oltre 3,5 milioni di bottiglie all’anno. Lo spirito che aleggia in azienda è un spirito di innovazione, ricerca, professionalità ma soprattutto qualità. Abbiamo potuto come questa impresa si fonda su la sua territorialità e qualità, il resto non serve pertanto è considerato inutile e di conseguenza viene scartato.
Territorialità e qualità: un binomio vincente. Bitburg Beer, non potrebbe esistere come prodotto senza l’acqua di Bitburg. Acqua che viene estratta a 300 metri dal sottosuolo con una storia di oltre 10.000 anni, si 10.000 anni! Andiamo agli altri prodotti portanti come il grano e il luppolo, anche questi selezionati con cura maniacale sono tutti prodotti in zona.

Andiamo al marchio, come vi dicevo in precedenza in Germania è conosciuto più del simbolo della Mercedes, ogni venti anni viene riutilizzato senza che questo perda o venga sfumato di contenuti.

Alla fine della nostra visita abbiamo degustato in un salone con i mille successi di Bitburg le varie specialità di birre prodotte. Insomma un ultra perla di conoscenza per i Miromagnum.
Dopo la visita, ci siamo apprestati a rientrare all’ostello, per indossare il costume tradizionale e partecipare al gran galà di chiusura del festival. Il primo spettacolo è avvenuto nella piazza san Pietro, li i miromagnum hanno sfoggiato esperienza e professionalità con alcune chicche, su cui al momento vige il segreto, non posso dirvi nulla, Lucia mi ucciderebbe… vi dico solo che sono fantastici……

Dimenticavo un aneddoto, narrato da un’opera in bronzo posta in questa piazza, nel 1500 Bitburg era crocevia di guerra. Siamo in piena guerra dei 30 anni, gli svedesi assediavamo da quasi dieci anni la città senza riuscire non loro intento. Sembra la storia di Atene e Sparta, solo che il cavallo di Troia viene portato a chi assedia e non viceversa. Per poter far entrare le provviste nel castello, le forze armate di Bitburg si erano inventati uno stratagemma. A l’occorrenza si vestivano con pelli di capra e simulavano il pascolo per il recupero delle derrate. Così facendo gli svedesi si ritirarono e Bitburg fu libera!


Alle 21,00 siamo nuovamente campo, pronti ad affrontare il nostro ultimo saluto al popolo tedesco. E’ stato un crescendo, abbiamo iniziato con una tarantella del pollino, per secondo sholtz accompagnato da un ballo della spiga russa a di poco elettrizzante per dessert un saluto particolare a suon di tarantella. Il pubblico in estasi si ha ricoperto di applausi e complimenti, che difficilmente dimenticheremo.

A questo punto vi saluto, è giunto il momento di preparare la valigia domani alle 8.00 si riparte per la nostra amata Italia.

sabato 9 luglio 2011

Diario di Bordo dei Miromagnum - Bitburg 2011

Diario di Bordo – Bitburg 2011

Partenza da Mormanno 07 Luglio 2011

L’avventura è iniziata!

Ore 14.00 puntuali siamo partiti! Una piazza Umberto I gremita di genitori, sembrava il primo giorno di scuola. Per molti di loro è la prima esperienza dei propri figli all’estero. Roberto, Alessandra, Vanessa, Veronica, Antonio, Carlo, Antonio, Carmine, Marcello un bel gruppo di giovani iniziati alla scoperta di nuove culture, musiche e tradizioni!

Dopo una prima fermata a Sala Consilina, la carovana ha ripreso fiato si appresta a raggiungere Firenze. Molti sono i componenti dei Miromagnum che pur lavorando in giro per l’Italia, alla chiamata non possono che rispondere “si”! Forza: Anna, Giovanni, Luigi non vediamo l’ora di abbracciarvi! I primi ad essere abbracciati sono stati Anna e Giovanni a Firenze, successivamente Luigi a Parma. Luigi, ci ha accolto nel miglior modo possibile con i sapori dell’Emilia: Parmigiano reggiano e salame tipico di Felino. Per gli autisti non è stato difficile capire dove fosse Luigi!

Durante queste prime ore di viaggio abbiamo provato degli eccellenti arancini, prodotti con maestranza dalla Signora Savaglio [mamma di Nicola Alberti], dei muffin di Concetta [mamma di Giovanni/Carlo]e le mille delizie di Mariella [mamma di Massimo] il tutto annaffiato da un eccellente rosso prodotto da Enzo Cerbino nelle “timpe” di rotonda. Michele, per distogliere, diciamo la verità, per meglio tenere sotto controllo la situazione dovuta ai saperi e sapori calabresi ha fatto loro provare “Via Vita Caritas” invece del “vino in veritas”.

Arrivati quasi alla frontiera, il passo di Chiasso era chiuso a causa di una frana, i miromagnum come tradizione vuole “non si sono arresi” e hanno deciso di attraversare il passo alpino in un modo tutto nostro. Ci siamo infilati in una di quelle stradine piccole di montagna che si vedono quando si guarda il giro d’italia. Raggiunto la svizzera, abbiamo costeggiato Lucerna e il suo lago, uno spettacolo veramente affascinante e li abbiamo recuperato l’ultimo dei Miromagnum, in vacanza con il padre in svizzera, Antonio.

In svizzera un piccolo aneddoto, alla classica domanda “nulla da dichiarare”: Lucia risponde: “15 sopressate, 5 salcicce e 4 pani caserecci”, avreste dovuto vedere gli occhi del doganiere, ancor di più dopo la precisazione del fisarmonicista Roberto: “sono 16 sopressate, 6 salsicce e 5 pani caserecci, hai dimenticato quelli di mamma!”.

Attraversata la svizzera abbiamo imboccato l’autostrada tedesca direzione Bitburg. Una piccola nota non solo l’A3, la famigerata Salerno-Reggio Calabria è intasata. Sull’autostrada tedesca, 4 Km in sole due ore, un tempo che fa invidia all’A3.



Finalmente dopo 26 ore di viaggio siamo giunti nella piccola ma affascinante città di Bitburg. Subito dopo esserci ristorati con una doccia rigenerante, siamo stati accolti dalla famiglia Gavilli Delfino, un emigrato fiorentino che subito ci ha fatto sentire a casa nostra.



Una manifestazione con un budget di spesa di oltre 250 mila euro annui e che di presenza turistica ne produce oltre il doppio, non c’è che dire un bell’investimento.

A dimenticavo la birra è buona, di acqua non se ne parla, birra, birra e birra…..



To be continued….